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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


"La Gazzetta dello Sport" del 29 Ottobre 2016

Paralimpici: Francesco, il rally e le corse oltre il buio

Cozzula, 37 anni, dalla provincia di Sassari è l’unico navigatore di gare di rally ipovedente al mondo. Oggi ha un’altra gara. “La mia condizione mi porterà alla cecità. Ma stiamo battagliando e ora vedo ancora un po’ di luce”. Il progetto sperimentale a cui partecipa.

MILANO. Ce l’abbiamo noi. E arriva da Osilo, comune di 3090 abitanti della provincia di Sassari, in Sardegna. Francesco Cozzula è l’unico navigatore ipovedente al Mondo. Si orienta, e orienta il pilota mentre guida, con la sua positività che lo fa andare oltre. Fa parte dell’ACI Sport e ha circa 70 gare in attivo. Tra queste ci sono 5 partecipazioni al mondiale Rally (Sardegna e Catalunya). Nel 2015 ha vinto il Rally Italia Talent nella categoria “Navigatori Over 35”, quest’anno partecipa al Raceday con 6 gare su terra. “Il prossimo è a Val D’Orcia: oggi, sabato 29 ottobre c’è la ricognizione - poi copieremo le note su un formato più grande per consentirmi di poterle vedere -, alla sera la sfilata delle auto dalla pedana di gara, domenica mattina le due prove speciali”. È la seconda prova del circuito.

7° AL DEBUTTO. In quella del debutto, al rally “Nido dell’Aquila” a Nocera Umbra, con Dust alla guida ha chiuso 7° di classe (R2B su Peugeot 208), 25° assoluto e 17° di gruppo. “Non abbiamo nessun obiettivo particolare, puntiamo ad arrivare in fondo alle gare”. L’appuntamento successivo è al Prealpi Master Show a Conegliano dal 9 all’11 dicembre. Francesco c’è, così come l’interessante progetto nato nel 1998 grazie a un’idea di Gilberto Pozza: si chiama M.I.T.E. (www.progettomite.com) acronimo della parola “insieme” in quattro diverse lingue: tedesco, italiano, inglese e francese (Miteinander, Insieme, Together, Ensemble). Unico al mondo, dà l’opportunità a persone ipovedenti e non vedenti di partecipare, come navigatori, a gare di rally internazionali e nazionali e gare di regolarità. Il Progetto MITE nasce come una sfida per portare la disabilità visiva nel mondo dei motori, fino ad allora off limits per ciechi e ipovedenti; continua la sua attività con lo scopo di far conoscere i propri navigatori nella loro interezza, in cui la disabilità sia solo un dettaglio che non può sostituirsi alla persona con pregi, difetti e passioni.

CONTRO LA CECITÀ. Il 37enne sardo è nato con problemi alla vista “che sono degenerati nel tempo. La mia condizione mi porterà alla cecità. Ma stiamo battagliando e ora vedo ancora un po’ di luce: con l’occhio destro le ombre, con il sinistro ho una percezione visiva di 2/50, vedo a 50 centimetri di distanza. Sono seguito da due centri specializzati: il San Raffaele di Milano e uno di Londra”. Più nel dettaglio, Francesco ha avuto “il distacco di retina su entrambi gli occhi, un glaucoma secondario e l’esportazione del cristallino alla nascita. Se sia un problema di natura genetica o neurologica ancora non si è capito”. Si è capito, invece, che lui non ha perso la voglia di esserci, di essere protagonista della sua vita: “Assolutamente - annuisce serenamente -. Sono circondato da persone straordinarie: la mia famiglia e gli amici mi consentono di fare questo sport spronandomi ad andare avanti, a lottare. Anche la disabilità è un gap che può essere superato: tutto si può fare. Quando vado a correre ho un amico che mi accompagna. E faccio anche altro: organizzo gare automobilistiche e gestisco la segreteria di alcune società sportive. Senza chi ti aiuta non sarebbe possibile”. E nemmeno senza la sua forza di volontà, quel granitico crederci sempre che non l’abbandona mai. Francesco gioca anche nel campionato italiano di calcio a 5 ipovedenti B2 B3con i Tigers Paralympics Sport EJA Energia di Cagliari, l’unica squadra della Sardegna che vi partecipa. Ruolo: difensore.

OLTRE LE OMBRE. Quando fa il navigatore utilizza due tipi di strumenti: un quaderno dove viene descritto il percorso di gara: “Il nostro è in formato digitale, lo carichiamo sull’ipad in modo da poterlo ingrandire e, in notturna, poterlo illuminare. Mentre le note delle prove speciali vengono trasferite sul computer e stampate in base alle mie esigenze. Quell’aria di rally che si respira a Osilo ha coinvolto Cozzula: “A casa mia passava il rally Costa Smeralda e oggi la tappa italiana del WRC, il campionato del mondo di rally. Da quando, poi, ho iniziato a seguire un amico che corre, mi sono innamorato dell’automobilismo ed entrando come ufficiale di gara sono riuscito a convincere la Federazione, l’Aci Sport, a farmi diventare navigatore anche se ipovedente. Oltre a 70 gare alle spalle, ho effettuato anche simulazioni di incidente e conseguenti test di evacuazione dall’auto con piloti come Paolo Andreucci. Ma ora mi rimane una sogno: poter ottenere la licenza internazionale che mi è stata tolta nel 2014. Mi consentirebbe di fare gare in tutto il mondo”.

di Alberto Francescut

 

 



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