Vai al menu

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


"Il Giornale di Vicenza" del 5 Febbraio 2013

«Rinato grazie ad un labrador»

 

La storia di Pietro Giacomello, ipovedente di Malo, che ha chiesto aiuto ovunque e lo ha trovato vicino a casa.

Oscar ha un anno e mezzo e da sei mesi affianca il suo nuovo padrone con cui è uscito per la prima volta in questi giorni

VICENZA. «Da quando in casa c´è Oscar ho visto papà rinascere». Sono le parole del figlio Adriano a spiegare meglio di altri cos´è cambiato nella vita del padre, Pietro Giacomello, ipovedente 76enne di Malo, dopo l´aiuto della onlus vicentina U-dog.

Oscar è un labrador di un anno e mezzo addestrato come cane guida per persone affette da cecità. Casa Giacomello lo aspetta da quattro anni, dopo una serie di richieste inoltrate a Milano, Padova, Firenze. Ma niente da fare, fino a quando del caso se ne è occupato Massimo Ricatti, tecnico cinofilo di Monte di Malo fondatore, insieme all´addestratore Igor Facco, dell´associazione U-dog che prepara cani d´assistenza per persone con disabilità visive, uditive e motorie.

Non è una condizione facile quella del signor Pietro: con il suo difetto alla vista convive da anni e da quando è mancata la moglie vive solo. «Esco accompagnato solo una volta la settimana - racconta -, diciamo che negli ultimi anni ho acquisito il sesto senso: quello della pazienza».

Pietro e Oscar, seguiti da Ricatti, Facco e dal pedagogista Fabio Corsi, stanno cominciando prima di tutto a conoscersi e stare insieme. «Il rapporto affettivo che si instaura tra cane e persona è alla base di tutto», spiega Corsi, docente alla facoltà di formazione di Verona.

«L´addestramento di un cane guida insieme al suo futuro padrone - aggiunge Ricatti - è un percorso fisico ma anche interiore. Per questo i cani che prepariamo devono essere giovani e sani, non aver subito traumi ed avere invece un carattere equilibrato».

Prima di incontrare la persona di cui dovranno in un certo senso prendersi cura, gli amici a quattro zampe passano circa sei mesi a casa dei “socializzatori": famiglie che li abituano alla convivenza con l´uomo e all´obbedienza. In un secondo momento entra in scena il pedagogista, che introduce animale e padrone disabile alla mobilità. E qui nasce il rapporto di squadra e fiducia tra i due perché, come specifica Corsi, la bestiola è di grande aiuto ma è chi tiene il guinzaglio che, grazie a udito e tatto plantare, deve sapersi comportare in strada di fronte a strisce pedonali, semafori, ostacoli o mezzi che ingombrano il cammino.

Abbiamo seguito Pietro e Oscar nella loro prima uscita esterna, accompagnati dagli addestratori.

«La cosa più importante - sottolinea Ricatti - è trovare il cane giusto per ogni persona". Oscar conosce Pietro da una settimana, ma già lo segue ovunque. "Con Oscar spero di poter migliorare le mie giornate: poter uscire quando ne ho voglia, andare al supermercato, al cimitero, anche solo a prendere un gelato».

di Claudia Ruggiero



Cerca nel sito | Mappa del sito | XHTML 1.0 Valido | Torna ad inizio pagina
Copyright © 2006 - 2021 Consiglio Regionale U.I.C.I. della Lombardia. Codice fiscale 97006460154