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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


"Redattore Sociale" del 25 Aprile 2013

Firenze, didattica a rischio per decine di non vedenti

FIRENZE. Esiste da decine di anni e svolge un servizio dinamico ed itinerante al fine di facilitare la comprensione dei problemi dell'alunno minorato visivo. E’ il centro di consulenza tiflodidattico di Firenze, che oggi rischia la chiusura a causa del taglio dei fondi governativi e che viene frequentato da decine di ragazzi ipovedenti e non vedenti, oltre che da numerosi docenti che insegnano ai non vedenti stessi. La chiusura del centro – spiegano dall’Unione Italiana Ciechi di Firenze – potrebbe essere la conseguenza del dimezzamento dei fondi, che attualmente ammontano a 4 milioni, previsto nel 2014. Il centro è fondamentale per facilitare la comprensione del bisogno aiutando l'educatore a valutare più realisticamente i limiti e le potenzialità del bambino minorato della vista sia dal punto di vista clinico che pedagogico; per orientare la programmazione dell'itinerario educativo, sia in famiglia sia a scuola, nel rispetto delle caratteristiche specifiche dell'alunno e di quelle tiflologiche; per guidare la scelta dei sussidi didattici più opportuni.

Eppure, nonostante l’importanza di questo centro, la chiusura potrebbe essere prossima. L’Unione Italiana Ciechi di Firenze ha rivolto pertanto un accorato appello al sindaco Matteo Renzi, al presidente della Provincia Andrea Barducci, al Governatore Enrico Rossi e al prefetto Luigi Varratta. “Ci appelliamo a voi – scrivono dalla Uic Firenze in una lettera aperta - affinché questo pezzo di storia fiorentina che testimonia il coraggio e la dignità dei ciechi e degli ipovedenti non solo non vada gettato alle ortiche, ma venga valorizzato alla luce delle nuove esigenze di istruzione, di formazione culturale e umana. Si tratta di una realtà che, nonostante la forte carenza di personale, ha svolto un lavoro importantissimo sul versante dell'integrazione scolastica dei nostri giovani. In Toscana, fin dagli anni Cinquanta molti non vedenti hanno potuto studiare grazie alla presenza di servizi di supporto come il Centro tiflodidatico. Purtroppo, la scuola italiana è ancora impreparata di fronte alle esigenze dei ragazzi con disabilità visiva. Ecco perché sul territorio devono essere mantenuti questi servizi”.

 



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