Vai al menu

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


"Il Tirreno" del 8 Maggio 2013

«Ma quale finta cieca. Asl e Inps certificano la mia cecitą totale»

La centralinista si difende attaccando chi l’accusa di truffa Il legale: «Colpita perché maschera bene il suo handicap».

La retinite pigmentosa è una malattia genetica dell'occhio. Uno dei primi sintomi consiste nella riduzione della vista di notte fino alla cecità notturna. Questo fenomeno può precedere la visione a cannocchiale, ossia la perdita del campo visivo periferico. Gli individui che ne sono affetti accusano inizialmente un adattamento difficile al buio, seguito da una costrizione del campo visivo periferico. Però durante la fase terminale della malattia si può anche verificare la perdita della visione centrale. Al momento non c'è trattamento medico che riesca a curare la retinite pigmentosa, anche se la progressione della malattia può essere rallentata.

SAN GIULIANO TERME. «La commissione medica dell’Asl nel 2003, poi quella del ministero del Tesoro e nel 2011 anche l’Inps in fase di revisione delle pensioni di invalidità: tutti hanno certificato la cecità assoluta di Lorella Barbuti». È una rabbia trattenuta, alimentata dalla voglia di dimostrare di essere dalla parte della ragione quella che anima la conferenza convocata dalla centralinista denunciata dalla Guardia di finanza per truffa aggravata ai danni dello Stato. Al suo fianco, in una sala dell’Hotel Granduca di San Giuliano, ci sono l’avvocato Marco Guercio e Paolo Recce, presidente provinciale dell’Unione Italiana Ciechi. L’accusa. Lorella Barbuti è accusata di aver prodotto un falso certificato - un oculista lucchese è indagato - con cui avrebbe attestato un aggravamento del suo già precario stato di salute visiva per ottenere l’indennità di accompagnamento. In tutto fanno 66mila euro dal 2003 ad oggi che la Procura della Repubblica contesta alla donna. Il video. C’è il dolore del pubblico ludibrio nella famiglia Sbrana. Lorella è la mamma di Juri, ex vicesindaco dimessosi per problemi di salute nelle scorse settimane. In sala ci sono i figli e il marito della donna. «Domenica mi sono vergognato a uscire di casa. Ho sempre girato a testa alta» si sfoga con i giornalisti. La diffusione del video girato dalla Finanza ha amareggiato i familiari della donna, indignato il legale e sconfortato il presidente dell’Uic. Le immagini la ritraggono mentre legge un giornale, va da sola al bar camminando sui tacchi a alt, sale le scale, balla su un palco e si muove nel negozio di abbigliamento del marito con facilità nella scelta dei capi, «li sa riconoscere al tatto» chiosa il coniuge. «Non è una falsa cieca». «Mettiamo subito in chiaro una cosa – esordisce il difensore della centralinista –. Non è in discussione la cecità della mia cliente affetta da retinite pigmentosa degenerativa. Non stiamo parlando di una falsa cieca che ha preso il posto di lavoro a chi ne ha diritto. Voglio anche dire che siamo sconvolti per la divulgazione di un video in una fase in cui ancora non è stata chiusa l’inchiesta. Non abbiamo nominato un nostro consulente. Ci fidiamo di quello della Procura. La mia assistita non si è sottratta alla perizia - fatta il 14 febbraio scorso - di cui ancora non conosciamo l’esito. È per questo che giudichiamo offensivo e incosciente aver diffuso quelle immagini». Movimenti in autonomia. Per l’avvocato il contenuto del video può essere giustificato. La centralinista legge il giornale con un ausilio per ingrandire le lettere. Usa l’iPad con la sintesi vocale. «Riesco ad andare al bar da sola perché ormai conto i passi e gli scalini – spiega Lorella Barbuti –. Negli ambienti che conosco bene non ho bisogno di aiuti particolari. Il ballo poi mi è sempre piaciuto e ho avuto un’insegnante bravissima». Il nodo cecità. È stato il presidente Uic, Recce a chiarire il nodo sull’interpretazione del significato di cecità totale. A suo dire, e secondo anche l’avvocato, può rientrare nella categoria sia chi non vede assolutamente niente e sia chi ha un campo visivo inferiore al 3 per cento. Sono ciechi parziali quelli con un campo visivo al massimo del 10 per cento, ipovedenti gravi fino al 30 per cento, ipovedenti medio-gravi fino al 50 per cento e lievi fino al 60 per cento. «Siamo contro i falsi invalidi – sottolinea Recce – ma anche contro i processi sommari e le campagne mediatiche basate su un concetto di cecità superato da anni. Oggi un non vedente fa cose che un tempo erano impensabili. Pensiamo allo sport e all’uso di ausili che ci facilitano la vita. Ecco perché chi rientra nella classificazione di legge come cieco totale, ma ha un campo visivo inferiore al 3 per cento non può essere definito un finto non vedente. È il caso di Lorella». Voglia di vivere. Un altro aspetto è stato ricordato nel corso della difesa a tutto campo della centralinista finita sotto la lente della Finanza. Lo ha introdotto il legale: «Lorella è stata colpita perché è brava a mascherare la sua cecità. È una persona vitale che affronta la sua disabilità senza ostentarla. Per questo, con grandi sforzi, ha sempre cercato di rendersi autonoma nascondendo il più possibile il suo handicap».

di Pietro Barghigiani



Cerca nel sito | Mappa del sito | XHTML 1.0 Valido | Torna ad inizio pagina
Copyright © 2006 - 2021 Consiglio Regionale U.I.C.I. della Lombardia. Codice fiscale 97006460154