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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


"Puglia Live" del 26 Giugno 2013

Bari - Campionati Italiani a squadra di tennis tavolo per non vedenti (showdown)

 

BARI. Indetti dalla FISPIC (Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi) e organizzati in collaborazione dell'Associazione Sportiva Unione Italiana Ciechi Bari, dal 29 al 30 giugno 2013 presso il Residence "Campus X" di Bari, via G. Amendola n° 184, verranno disputati i Campionati Italiani di Showdown a Squadre di Serie A al quale parteciperanno n° 6 società, A.S.D. UIC Bari (con 2 squadre), A.S.D. P.A.T. Bologna, Polisportiva Dani Firenze, G.S.D. Catania Torball, A.S.D. Campania 90 e A.S.D. Real Vesuviana.

Il campionato, patrocinato dall'"Assessorato allo Sport per tutti Regione Puglia", dal "Comune di Bari" e dall'"Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus Consiglio regionale della Puglia", si articolerà in un girone all'italiana con gare d'andata e ritorno al termine del quale verrà decretata la squadra campione per la stagione 2012/2013.

Per l'occasione saranno allestiti tre tavoli dove verranno disputati gli incontri. Nello specifico:

- Sabato 29 dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.30;

- Domenica 30 dalle ore 8.30 alle 12.30 con la proclamazione della squadra vincitrice.

L'A.S.D. UIC Bari, detentore del titolo conquistato nella scorsa stagione, ha deciso di portare a Bari l'evento con lo scopo di incrementare ulteriormente la disciplina sull'intero territorio nazionale in modo da consentire a un numero sempre maggiore di non vedenti ed ipovedenti di praticare una disciplina sportiva e nel contempo favorire una maggiore integrazione sociale.

Tra le file dell'A.S.D. UIC Bari (Chiara Di Liddo) e dell'A.S.D. P.A.T.

Bologna (Marco Ferrigno) scenderanno i detentori del titolo individuali conquistati lo scorso maggio a Tirrenia.

Lo showdown è una disciplina che nelle ultime stagioni sta conoscendo un notevole sviluppo. Viene praticato su campi delle dimensioni di 3.62x1.21 metri con una racchetta con la quale gli atleti, bendati per annullare l'eventuale residuo visivo, cercano di segnare punti nella porta avversaria utilizzando i suoni riprodotti dalla pallina (del diametro di 6 cm) che al suo interno contiene delle biglie. Contrariamente al tennis tavolo praticato dai vedenti, lo showdown ha la particolarità che la palla deve attraversare il centrocampo al disotto del pannello centrale in modo da non incorrere in un'infrazione.

Nei campionati a squadra ogni compagine affronta l'avversario con tre elementi (2 di un sesso e 1 dell'altro) con tre servizi per atleta. Ogni rete da diritto a 2 punti mentre un'infrazione viene sanzionata con un punto a favore dell'avversario. Ogni partita, disputata in unico set che termina al raggiungimento del 31° punto, dà diritto a 3 punti.

Storia Lo Showdown fu inventato da Joe Lewis, un canadese non vedente, negli anni '60. Subito divenne un successo e nel 1980 si data la sua presentazione, come sport ricreativo, ai Giochi per Disabili fisici di Arnhem (HOL).

Questo sport, largamente praticato all'estero, è ancora relativamente agli inizi per quanto riguarda il nostro Paese. Tuttavia, già da qualche anno, dopo i primi tornei sperimentali e dimostrativi, si organizzano Campionati Italiani Assoluti che vedono ogni anno aumentare il numero di partecipanti.

Si gioca lo Showdown in Europa, Asia, Africa, Nord e Sud America.

Come si gioca. Gli incontri di questa disciplina sportiva riservata ad atleti non vedenti, si disputano tra due giocatori, su di un campo rettangolare, costituito da un tavolo con sponde laterali alle cui estremità vi è una piccola porta ed uno schermo al centro del tavolo.

Si gioca al cospetto di un arbitro, vedente, con racchette, realizzate in materiale liscio e duro e della lunghezza di cm 30, ed una palla sonora, del diametro di cm 6. Lo scopo del gioco è quello di mandare la palla nel campo opposto, facendola passare sotto lo schermo centrale e tentando di imbucarla nella porta avversaria.

Si gioca dal fondo del tavolo, mai dai lati, ogni goal vale due punti, e si aggiudica la partita, dei tornei a squadra, chi, per primo, raggiunge il punteggio di 31 con lo scarto, rispetto all'avversario, di due punti. Il principio di gioco potrebbe essere paragonato al tennis tavolo, non a caso il termine volgare di questa disciplina è ping-pong per non vedenti, ove gli scambi bassi prendono il posto di schiacciate e pallonetti.

Si gioca in un'unica categoria di disabilità ed è obbligatorio durante la competizione indossare mascherine che oscurino completamente la vista.

 



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