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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


Riforma fiscale e assistenziale, decade la discussione sul disegno di legge delega

Notizia del 03/02/2012

Da il Redattore Sociale del 31-01-2012

Il sottosegretario Guerra aveva parlato di "miccia spenta"; la conferma data a Fish e Fand, al termine di un incontro ufficiale col ministro Fornero. "Non è dal sociale che verranno drenate risorse per sanare il bilancio"

ROMA. A proposito della delega fiscale e assistenziale, il sottosegretario Cecilia Guerra aveva detto a Redattore Sociale: “Per adesso possiamo dire di aver affrontato il problema e di aver ‘spento la miccia'. Non si possono risparmiare 20 miliardi quando la spesa sociale è poco superiore ai 60”. Insomma, ricordando i recenti provvedimenti del Governo Monti, il sottosegretario aveva condannato le ipotesi previste nella delega (vedi lancio odierno delle ore 12.06). E adesso Fish e Fand, le due federazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità, in un comunicato congiunto affermano: “Decade di fatto la discussione sul disegno di legge delega di riforma fiscale e assistenziale presentato a luglio da Tremonti, che pesanti ricadute avrebbe comportato per servizi e prestazioni. Certamente non è dal “sociale” che verranno drenate le risorse per sanare il bilancio dello Stato”. Il comunicato è stato diramato al termine dell'incontro ufficiale col ministro del Welfare Elsa Fornero e il suo sottosegretario, Maria Cecilia Guerra avvenuto questo pomeriggio a Roma. “Il gettito per la cosiddetta clausola di salvaguardia (aumento dell'Iva evitato se si trovano altri introiti) – spiegano le due federazioni - dovrebbe provenire invece da interventi sul fisco e cioè da un forte contrasto all'evasione e da una parziale revisione di alcune imposizioni tributarie”.

Diverse le altre questioni affrontate durante l'incontro, così come le preoccupazioni per le sorti delle politiche sociali rivolte alle persone con disabilità. “Da parte governativa – spiegano Fish e Fand - si è voluto da subito sottolineare un principio: è un segno di civiltà garantire prestazioni e servizi alle persone con disabilità. Il che, tuttavia, non significa raggiungerlo subito, date le condizioni economiche e di bilancio attuali”. Più complessa la questione Isee, cioè sulle modalità di calcolo del reddito familiare e sugli ambiti di applicazione di tale strumento oggetto della recente manovra. “Da parte governativa si rileva che esiste una questione di equità interna che suggerisce una differenziazione fra persone con disabilità e anziani – si legge nel comunicato -, ma che contestualmente alla ridefinizione dell'Isee è necessario agire sui livelli essenziali di assistenza riprendendo un percorso purtroppo interrotto. Non vi sarebbe, secondo il Ministro, nessuna intenzione di predisporre una riforma penalizzante o restrittiva”. Fish e Fand hanno ribadito al ministro la necessità di “evitare che l'Isee o altre misure possano comprimere il diritto e la concessione dell'indennità di accompagnamento, unica provvidenza per ora assicurata per evitare gli “arresti domiciliari” di migliaia di persone con disabilità”. Al contempo le federazioni hanno concesso di “poter riflettere sulle differenti condizioni di chi non sia in grado di produrre reddito e chi invece abbia svolto la sua normale vita lavorativa, garantendosi redditi e copertura previdenziale”. Nessuna rassicurazione da parte del ministro sulla questione di un futuro Isee usato anche per le prestazioni assistenziali (quindi per l'indennità di accompagnamento). “Le decisioni – spiegano le organizzazioni - saranno frutto di un confronto fra tre ministeri: Economia, Lavoro e politiche sociali, Salute”.

Sul tema dell'occupazione e del lavoro, le federazioni hanno ricordato “l'ineludibile funzione di mediazione dei servizi pubblici per l'impiego” e il fondamentale ruolo di controllo sulle aziende che non assumono persone con disabilità nonostante gli obblighi di legge. Da Fand e Fish, inoltre, la proposta dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità “come luogo migliore nel quale confrontarsi ed assumere gli elementi utili per le future politiche e per le relative risorse”. Un “buon ascolto”, infine, ha ricevuto la proposta di un “Piano di azione sulla disabilitàin seno ad una Conferenza nazionale per raccogliere, confrontare e condividere le migliori e più sostenibili proposte”.

 


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