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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


Quando l'Unione fa la forza.

Notizia del 03/07/2012

DI MASSIMILIANO PENNA

Sono giorni non certo tranquilli quelli che stanno vivendo le persone con disabilità. Fra tagli selvaggi e conseguente riduzione di servizi, fra mezze affermazioni e attese smentite da parte del Sottosegretario competenti di turno, le settimane passate sono state scandite da una snervante attesa e dalla speranza nell'attenzione che, in una società civile quale la nostra si definisce, le istituzioni dovrebbero rivolgere alle categorie più deboli.

E invece purtroppo spessissimo succede l'esatto opposto; il disabile viene considerato un peso per il sistema, un paziente da curare, un individuo bisognoso solo di assistenza, un soggetto con problematiche che, quali che siano, richiedono cure troppo costose dal punto di vista economico per le casse pubbliche: in sintesi, un costo che va ridotto. Si dimentica (o si preferisce non considerare) la possibilità tutt'altro che remota che, se dovutamente assistito con validi ausili compensativi e con appositi progetti d'inserimento anche lavorativo, la persona disabile possa diventare una risorsa per il sistema stesso.

Per non parlare delle famiglie dei ragazzi affetti da disabilità gravi o dei pluridisabili, alle quali le istituzioni assegnano un compito più grande di loro: prendersi cura in tutto e per tutto dei propri cari. Dovendo occuparsi anche delle problematiche connesse alle patologie di questi ultimi, esse sono così costrette a mettere in secondo piano per mancanza di tempo il ruolo fondamentale che dovrebbero ricoprire prima di ogni altro, ovvero quello di genitori, di fratello o di sorella.

In estrema sintesi sono queste le motivazioni che hanno spinto più di 3000 persone a scendere in piazza a Milano il 13 giugno scorso per partecipare alla manifestazione promossa congiuntamente da FAND e LEDHA.

"No ai tagli, sì alla vita indipendente e all'inclusione nella società": questo lo slogan che riassume il senso della manifestazione stessa e che tutti, dai disabili presenti con i propri accompagnatori ai rappresentanti delle varie associazioni, hanno urlato con forza e convinzione sfilando in corteo da Piazza Duca d'Aosta fino alla sede di Regione Lombardia.

I risultati di tale azione non sono mancati; infatti al termine della manifestazione il Consigliere Regionale Margherita Peroni ha dato rassicurazioni sull'incremento di 30 milioni di euro a favore del Fondo Sociale di Regione Lombardia, che viene così riportato a 70 milioni come lo scorso anno. L'Assessore Regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale Giulio Boscagli ha inoltre garantito che alle politiche sociali saranno destinate ulteriori risorse.

Fa piacere sottolineare la forte risposta avutasi dalla base associativa della nostra Unione, che ha partecipato alla manifestazione con un folto gruppo composto da Soci provenienti da tutte le Sezioni. E' bello constatare, insomma, che quando le circostanze lo richiedono la nostra non è un'Unione solo di nome ma anche di fatto, con tutta la forza delle motivazioni che l'hanno sempre animata nei momenti più duri.

Quanto appena detto è confermato da Rodolfo Masto, Presidente della Sezione di Milano, che in un comunicato diramato ai Soci pochi giorni dopo la manifestazione ha affermato: "Desidero ringraziare ed esprimere soddisfazione per la significativa adesione alla manifestazione di protesta fornita dai soci della nostra Sezione. Nel merito mi piace sottolineare che, uniti nella difesa dei diritti inalienabili sotto l'ideale stendardo dell'Unione, ho ritrovato amici che, pur non sempre allineati alle politiche dell'Unione, hanno oggi saputo superare i dissensi riproponendo quell'unità che in altri luoghi del Paese rimane utopia. Auspico che la ritrovata unità d'intenti non rimanga un fatto isolato, permettendo di ritrovare tutti i ciechi nella casa comune dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, unico baluardo credibile nella difesa dei nostri diritti".

Trascorsi pochi giorni dalla manifestazione di Milano, poi, il 21 giugno è giunta la notizia che si attendeva da mesi. Nella bozza di decreto attuativo in materia di riforma dei parametri ISEE illustrata dal Sottosegretario Guerra a FAND e FISH, non viene messa in discussione l'indennità d'accompagnamento, che verrà sempre concessa a titolo della minorazione e non in base alla situazione risultante dai parametri ISEE.

Non si hanno per ora ulteriori elementi per valutare la questione nel suo complesso, ma si può affermare senza ombra di dubbio che ancora una volta la costante azione posta in essere a tutti i livelli dalla nostra Associazione ha sortito gli effetti sperati. Questa volta, è bene sottolinearlo fino al rischio di essere noiosi, si "rischiava davvero grosso"; vi era il rischio che, per ragioni puramente di bilancio, fossero messi in discussione diritti acquisiti decenni or sono con dure lotte.

Sono giorni non certo tranquilli appunto, ma ancora una volta, quando il gioco si è fatto duro la nostra Unione ha saputo mettere in campo le sue migliori energie per il raggiungimento dell'obiettivo finale: impedire che fosse calpestata la dignità stessa dei ciechi e degli ipovedenti i quali, se le cose fossero andate come più volte paventato nei mesi scorsi, sarebbero tornati indietro di decenni.

Ancora una volta è emerso con tutta evidenza che l'Unione, che a molti potrebbe apparire come un'organizzazione asettica e lontana dalla vita quotidiana dei propri rappresentati, al contrario è un soggetto vitale ricco di idee, di energie e di persone che, anche nell'ombra e senza troppi proclami, lavorano sodo per garantire a tutti noi la tutela dei nostri diritti fondamentali di cittadini affetti da disabilità.

Quanto affermato da Rodolfo Masto è sì riferito alla propria Sezione, ma non v'è dubbio che una nutrita rappresentanza come quella avutasi a Milano il 13 giugno e una così intensa azione a livello istituzionale contro i rischi legati alla riforma dei parametri ISEE possono significare una cosa sola: quando vi sono forti motivazioni l'unità interna all'Associazione diviene fondamentale, e questa volta l'unità si è mostrata con tutto il suo vigore.

Le sfide di sicuro non sono finite qui; vista la crisi economica in atto non si può escludere che determinati diritti non vengano messi nuovamente in discussione, ma se lo spirito sarà sempre questo, e se tutti sapremo mettere le nostre idee al servizio della nostra Unione, e quindi al servizio davvero di noi stessi, allora questa nostra Unione farà sempre di più, come ha fatto finora, anche la nostra forza.



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